F.A.Q.

Di che cosa si occupano gli Istituti di Vigilanza?

Gli Istituti di Vigilanza si occupano di “prevenzione di reati contro il patrimonio” per conto di privati e di enti.

Se si è abbonati al servizio di vigilanza è previsto un rimborso in caso di furto o danni?

No, non è previsto un rimborso in quanto un Istituto di vigilanza non è un’assicurazione, ma mette in atto dei servizi di prevenzione che mirano ad evitare l’evento criminoso. Un contratto assicurativo non evita il furto ma interviene dopo che il fatto è avvenuto. Inoltre a tutti i nostri clienti viene data la possibilità di una chiamata di soccorso in casi di bisogni urgenti (vedi servizio di pronto intervento su chiamata), cosa che l’assicurazione non può fare. In ogni caso l’abbinamento dei due servizi ovviamente contribuisce ad avere una tranquillità maggiore.

Mettere delle grate sugli infissi basta a rendere sicura la propria casa o il proprio negozio?

No, da sole non bastano. Le grate appartengono alle cosiddette difese passive (porte blindate, vetri antisfondamento, casseforti ecc.) che servono solo ad aumentare le difficoltà dei ladri a penetrare nell’edificio e a far perdere loro del tempo in più, ma tutte possono essere tranquillamente superate. Alle difese passive è opportuno abbinare le cosiddette difese attive (impianti d’allarme anti intrusione, telecamere ecc.) che avvisano immediatamente del tentativo di effrazione, permettendo un immediato intervento.

Un buon cane da guardia è sufficiente a dissuadere i malintenzionati?

Ovviamente no. Gli animali, per quanto siano i migliori amici dell’uomo, intelligenti e ben addestrati, nulla possono contro ladri agguerriti che a volte purtroppo non esitano a sopprimerli o semplicemente a distrarli con vari sistemi.

Una buona polizza non vale forse più di qualsiasi vostro servizio?

Una buona polizza può essere un modo di limitare i danni subiti, ma non evita comunque che il danno venga fatto. Se abbinata al servizio di vigilanza elettronica (impianto antifurto collegato con una centrale operativa di un Istituto di Vigilanza che in caso di allarme interviene immediatamente con guardie giurate armate e addestrate a tali situazioni, il tutto garantito 24 ore su 24 e per 365 giorni l’anno), diventa una utile alleata per una sicurezza a 360°.

A cosa serve il servizio di pattugliamento di zona?

Il servizio di pattugliamento o vigilanza saltuaria di zona, serve innanzitutto a creare un forte effetto deterrenza. Un malintenzionato che intende organizzare un furto, sicuramente preferisce correre meno rischi "lavorando" in zone meno controllate o non controllate affatto. La presenza di una macchina dell’istituto con a bordo una guardia giurata che pattuglia costantemente una determinata zona diventa perciò una spina nel fianco per i malfattori. Infatti una qualsiasi situazione sospetta viene intercettata dall’agente che, sempre tenendola sotto controllo, ne vaglia l’entità se intervenire direttamente o allertare le forze dell’ordine, tramite la propria centrale operativa con la quale è costantemente in contatto radio. Tale presenza serve senza ombra di dubbio a prevenire reati di vario genere e contribuisce perciò a rendere le zone vigilate dei luoghi più sicuri a vantaggio di tutti. Abbonarsi al servizio di vigilanza saltuaria o pattugliamento di zona, che rappresenta il servizio di base che gli Istituti di Vigilanza forniscono, equivale ad investire in un servizio che permette, oltre a dei vantaggi per la propria famiglia o per la propria attività commerciale, di contribuire nel mantenere le zone in cui viviamo più sicure.

Cosa bisogna fare per prevenire furti nella propria abitazione o negozio durante la nostra assenza?

La nostra esperienza ci insegna che la sicurezza si suddivide in tre sistemi principali:

- le difese passive;
- le difese attive;
- un sicuro intervento.

Per difese passive si intendono tutti quegli accorgimenti (grate, porte blindate, vetri antisfondamento, casseforti ecc.) che hanno il compito di ostacolare un facile accesso ai beni.

In conformità con la loro consistenza svolgono bene il compito di rallentare l’accesso, ma da sole non bastano in quanto sono tutte eludibili.

Per difese attive si intendono tutti i sistemi elettronici che avvisano in modo automatico del tentativo di intrusione in ambienti protetti o di presenze indesiderate. I sistemi elettronici sono degli impianti anti-intrusione che possono essere composti da vari elementi: sensori di vario tipo da applicare agli infissi che rilevano la loro apertura o rottura, sensori volumetrici interni o esterni che rilevano i movimenti in un ambiente, centrali di comando che gestiscono i vari componenti, sirene che in caso di allarme hanno il compito di attirare l’attenzione in loco, dispositivi di segnalazione a distanza che hanno lo scopo di segnalare l’allarme in luoghi lontani. C’è tuttavia da segnalare il fatto che se non sono abbinate ad una rapida, costante ed efficace verifica le difese attive non sono sufficienti per impedire l’effrazione.

Infatti il più importante sistema che rende vincenti i precedenti consiste nella modalità e qualità di un intervento in caso d’allarme. Rapidità e costanza nel tempo sono elementi imprescindibili per il successo del sistema, ma non meno importante è la qualità dell’intervento che solo agenti preparati e costantemente addestrati possono dare.

Un validissimo sistema di prevenzione contro furti è sicuramente il servizio di vigilanza elettronica che consiste nell’installare un impianto anti-intrusione collegato con la centrale operativa dell’Istituto che in caso d’allarme è in grado di intervenire tempestivamente. Affinchè il servizio sia efficiente l’intervento deve essere rapido e garantito in qualsiasi momento del giorno e della notte. Infatti tutti i nostri servizi vengono garantiti 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Nei siti più a rischio l’interazione di tutti e tre i sistemi sicuramente consentono ai proprietari di sentirsi in una “botte di ferro”

 

Esistono in commercio dei combinatori telefonici che avvisano direttamente noi proprietari in caso d’allarme anche sui telefonini. Per quale motivo dovrei pagare un canone per un servizio?

Si esistono tali dispositivi, ma si è sempre nelle condizioni di intervenire? E se sì a quali rischi ci si espone nell’eventualità di una presenza sgradita?

Esistono organizzazioni come il nostro Istituto di Vigilanza che svolgono i servizi in modo professionale, garantendo una continuità e celerità del servizio di intervento con uomini addestrati e preparati ad affrontare le diverse situazioni che si possono presentare. Inoltre l’esperienza che si acquisisce nel tempo fa la differenza, perché ci permette di individuare con disinvoltura tutte le furberie messe volutamente in atto da malviventi ben organizzati.

Sono un poliziotto, pertanto chi meglio di me può difendere i miei beni e i miei cari?

Sicuramente sei la persona più adatta. Il problema è che non si può sempre essere presenti nella propria casa o attività commerciale e molto spesso si è lontani a diversi chilometri di distanza. Pertanto, per stare tranquilli, anche poliziotti, carabinieri, finanzieri ecc. hanno bisogno di prevedere un efficace servizio di prevenzione delegando chi può essere sempre presente quando c’è bisogno. Infatti tra i nostri 7000 clienti circa abbiamo molti esponenti delle forze dell’ordine e anche magistrati che affidano a noi la soluzione del problema.

Chi stabilisce le tariffe dei vari servizi di vigilanza?

Le tariffe dei servizi vengono stabilite dagli Istituti di Vigilanza, ma devono essere approvate dal Prefetto della provincia in cui opera l’Istituto, che ne verifica la congruità. Questo a maggiore garanzia dell’utente al quale non saranno applicate tariffe molto esose in relazione al servizio richiesto, ma neanche troppo basse, tali da non garantire una sufficiente qualità del servizio.

Da quali leggi sono regolamentari gli istituti di vigilanza?

Dal TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Nel 1931 viene emanato il R.D. sull’ordinamento amministrativo italiano, che riportiamo di seguito, dove si evince che in merito all’ordine e sicurezza pubblica a livello nazionale ha competenza il Ministero Dell’Interno mentre a livello provinciale hanno competenza il Prefetto, il Questore ed in assenza il Sindaco. Il Prefetto quindi è l’organo preposto, infatti per esercitare un’attività come la nostra si ha bisogno dell’autorizzazione prefettizia, ed il Questore è l’organo che disciplina tale attività, infatti vigila sull’esecuzione dei servizi attraverso delle prescrizioni operative sui servizi ed ha il diretto potere disciplinare sia sui titolari di licenza che sulle guardie particolari giurate.

Nell'ordinamento amministrativo italiano, secondo l'art. 1 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), l'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni (e, ora, anche delle regioni), nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni. Per mezzo dei suoi ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati.

Missione dell'autorità di pubblica sicurezza è dunque quella di garantire le condizioni di pace sociale, prevenendo i fattori che potenzialmente la minacciano ed eliminando gli stati di turbativa già in atto.

L'autorità di pubblica sicurezza è nazionale, provinciale e locale:

le attribuzioni dell'autorità nazionale di pubblica sicurezza sono esercitate dal Ministro dell'interno, al quale l'art. 1 della legge 121/1981 ha attribuito la responsabilità della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica;

le attribuzioni dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal prefetto e dal questore;

le attribuzioni dell'autorità locale di pubblica sicurezza sono esercitate dal capo dell'ufficio di pubblica sicurezza del luogo (il questore nel capoluogo di provincia e i funzionari preposti ai commissariati di polizia negli altri comuni) o, in mancanza, dal sindaco in qualità di ufficiale del Governo.

 

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